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Botox e fascite plantare

Botox e fascite plantare


22/02/2013
Avevamo già parlato del trend delle iniezioni di acido ialuronico per rinforzare i cuscinetti plantari e portare più a lungo i tacchi alti (http://www.corazzagroup.com/ita/foot-filler-iniezione-e-seduzione-sui-tacchi-alti_n103.html), ma anche un’altra pratica conosciuta prevalentemente per la valenza estetica passa dal viso all’estremità opposta del corpo: le iniezioni di botulino. 
Un recente studio condotto in Messico ha dimostrato il successo delle iniezioni di botulino nel polpaccio per il trattamento della fascite plantare cronica, prima di ricorrere alla chirurgia. Il disturbo (ne avevamo parlato qui http://www.corazzagroup.com/ita/fascite-plantare-a-rischio-gli-sportivi-ma-non-solo_n111.html), che insorge quando le fibre della fascia plantare si infiammano a causa di uno stress eccessivo, può essere curato con l’uso di cortisone oppure con iniezioni di botox sotto la pianta del piede, pratiche che comportano dei rischi, come l’indebolimento o addirittura la rottura della fascia plantare. I ricercatori della Universidad Autónoma de Nuevo León hanno condotto un esperimento in doppio cieco, con gruppo di controllo, per valutare l’efficacia di un altro metodo di somministrazione della tossina botulinica: iniezioni nel complesso gastrocnemio-soleo, in poche parole, nel polpaccio. Dopo sei mesi di studio, il gruppo trattato con la tossina botulinica ha riportato una “vittoria schiacciante”: un miglioramento più rapido e un abbassamento dei valori di dolore riportati rispetto alla loro controparte trattata con il cortisone e con gli stessi esercizi di stretching. 
Sebbene lo studio sia stato condotto su piccola scala, apre nuove possibilità ad un uso più sicuro della tossina botulinica nel trattamento della fascite plantare.
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